L’elemento che (quasi) tutte le start up ignorano sull’email marketing

Una delle tipologie di marketing fondamentali alla quale ogni startup deve guardare con attenzione è l’email marketing, elemento essenziale per la crescita del nostro business in termini di vendita diretta e di costruzione di un database utenti valido e monetizzabile.

Affrontiamo oggi un’aspetto specifico che potrebbe essere interessante per chi mastica già la tematica, ovvero l’utilizzo dei preheaders per aumentare le performance in questa tipologia di marketing.

preheaders sono le parole che troviamo nei messaggi della casella di posta in arrivo subito dopo l’oggetto e costituiscono pertanto uno degli elementi chiave da ottimizzare per aumentare il tasso di apertura delle campagne di email marketing e del numero di email lette. In sostanza un preheader ha il compito di introdurre il contenuto della newsletter: è uno spazio prezioso che accompagna l’oggetto della nostra campagna e che può aiutarci a convincere il lettore ad aprire la nostra email. In questo spazio, possiamo includere ciò che consideriamo più importante, ciò che il lettore deve sapere e che attiri la sua attenzione come, ad esempio, un’offerta complementare o un piccolo riassunto su ciò che troverà in seguito nel corpo della email.

Possiamo utilizzare questi consigli per rendere ancora più accattivanti i nostri messaggi e per fidelizzare i nostri utenti, che andremo poi a valorizzare o monetizzare in seguito.

Per ottimizzare i preheaders al fine di migliorare i risultati della nostra campagna di email marketing possiamo seguire questi consigli:

  1. E’ molto importante riservare questo spazio alle informazioni di valore  posizionando i dati meno rilevanti alla fine dell’email. Dobbiamo tenere sempre presente che il preheader è un’opportunità unica per convincere il destinatario ad aprire la nostra comunicazione. Gli utenti del web hanno sempre fretta, per questo è importante fornire loro un’anteprima, un’istantanea dei contenuti racchiusi all’interno della newsletter.
  2. Utilizzare preheaders lunghi e sovraccarichi di informazioni non è una buona idea. E’ difatti fondamentale riassumere il messaggio che vogliamo trasmettere in poche parole. Un preheader deve richiamare l’attenzione dell’utente, essere impattante e alimentare le sue aspettative. Un ottimo metodo è quello di utilizzare i fattori di esclusività e temporali per renderli ancora più interessanti. Se hai un e-commerce, ad esempio, evuoi informare i tuoi clienti su una promozione che stai effettuando, sarebbe bene inserire nel preheader la percentuale di sconto o un codice personale da utilizzare per usufruirne.
  3. Un errore che solitamente si compie è utilizzare il preheader solo come ripetizione dell’oggetto. Un preheader di questo tipo non apporta nessun valore aggiunto all’email e non aiuta il lettore a decidere se aprirla o meno. Un preheader efficace deve essere complementare all’oggetto e deve apportare informazioni utili al lettore. E’ fastidioso per il lettore leggere uno stesso concetto due volte.
  4.  E’ una buona idea includere call to action o link specifici con l’obiettivo di aumentare i tassi di apertura delle tue campagne. Un buon preheader dovrebbe contenere uno o diversi link ad un’offerta o ad un post che vuoi mettere in risalto e invitare l’utente a compiere un’azione inserendo una frase di questo tipo “Scarica l’e-book adesso” o “Qui il tuo sconto del 20%”.
  5. Può essere molto utile registrarsi nelle liste di iscrizione dei competitors per analizzare come lavorano le altre aziende e come interagiscono con i loro clienti.
  6. Pensiamo ai cellulari. Molti dei tuoi iscritti visualizzeranno la tua newsletter da cellulare, quindi è importante inseriré nei primi 35 caratteri del preheader le informazioni che credi siano più rilevanti per loro.

Inoltre il preheader riduce le possibilità di finire nella casella di spam in quanto dà la possibilità a chi riceve l’email di capire, in sintesi, quali sono i contenuti del messaggio e quindi a cliccare meno sul tasto di “spam”.

Una buona prassi, molto diffusa in email marketing, è quella di testare due varianti della stessa comunicazione per vedere quale funziona di più. Quindi è sempre bene fare un A/B test per vedere quale dei nostri preheader ci permette di avere un open rate maggiore dei nostri messaggi.

E tu come utilizzi l’email marketing per la tua startup? Lasciaci la tua testimonianza in un commento!

Questo articolo è stato scritto Davide Franchi, Responsabile MDirector Italia.

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