Paura di avviare una start up? Ecco un esempio di successo “chiavi in mano”

Ha avviato 40 start up in 35 anni e ha ancora voglia di mettersi in gioco.

Gli americani non smettono mai di sorprenderci anche quando si parla di un settore complesso e strategico come quello del business. Eterni fanciulli alla ricerca della felicità, sanno spesso essere dei veri e propri pionieri alla conquista del successo e di nuovi life styles da lanciare in tutto il resto del globo.

Non deve stupire, quindi, se un simpatico signore di 54 anni detiene un record così bizzarro: 40 aziende aperte in 35 anni!

Kenneth Jennings considera l’imprenditoria una vera e propria scommessa con se stessi oltre che con la fortuna:

 

Noi (gli imprenditori!) facciamo ciò che gli altri non hanno il coraggio nemmeno di iniziare, per potere avere poi la libertà di fare ciò che gli altri non possono fare! 

 

Sembra un gioco di parole, eppure in questa frase c’è tutta la filosofia del “fare impresa” in maniera veramente determinata. E’ un po’ il credo espresso dal padre della Apple, Steve Jobs, durante il suo celebre discorso inaugurale agli studenti della Stanford University, nel 2005 … Siate affamati. Siate folli!

 Ma quanto c’è di vero in queste due affermazioni?

Molto, davvero molto. Entrambe esprimono un concetto chiave che è alla base di quello che indichiamo come “rischio imprenditoriale” ma che altro non è che la voglia di crederci, di osare, di avere visioni grandi , folli (forse) e di metterle in pratica a costo di continue cadute e rialzate …  E’ la forza di continuare anche quando tutto intorno sembra suggerirti di mollare, tanto il periodo non è buono! E’ quella vocina interna che ti suggerisce di credere nei tuoi sogni e di sfruttare al massimo le tue competenze per raggiungere traguardi professionali che vanno oltre il contratto a tempo indeterminato. E’ la volontà di rimanere alzati la notte per cercare il modo di dare forma a un’idea, forse quella che può davvero cambiarti la vita. E’ la voglia di crederci veramente, fino in fondo!

Kenneth Jennings ha cercato la strada giusta per 22 anni prima di imbroccare lo svincolo professionale che gli ha dato successo, soldi e notorietà. Ha iniziato a lavorare a 13 anni perché il padre era un alcolizzato che oltre al whisky, beveva anche tutti i risparmi della famiglia.

Fino a 35 anni ha fatto di tutto: vendita di attrezzature sportive e forniture per ufficio, installazione di rilevatori di fumo passando anche per la creazione di una stazione di servizio.

Poi, la svolta decisiva: nel 1995 nasce Mr Rekey, un servizio a domicilio che permette, a milioni di americani, di prenotare online la visita di un fabbro in grado di risolvere qualsiasi problema a prezzi competitivi.

Jennings ha impiegato dieci anni per mettere a punto il suo business e per toccare l’ambita vetta del milione di dollari. Oggi, la sua azienda genera un fatturato di ben 8 milioni di dollari, mantiene 100 famiglie ed è un franchising nazionale!

 Evviva, dunque, la perseveranza e la follia!

Per i primi 6 mesi, Mr Rekey non ha incassato nemmeno un dollaro: il primo anno di lavoro si è chiuso con un misero guadagno di 400 “bigliettoni”, il secondo con 1500 dollari di fatturato … Eppure Jennings non si è perso d’animo. Sapeva di avere tra le mani un’idea vincente ed era certo che gli servissero solo visibilità e una migliore strategia di mercato. Si è definito un amante del “gioco del business” perché è dalle difficoltà che si diverte a tirare fuori il meglio di sé!

 “Essere un imprenditore seriale non è per tutti. Bisogna avere quel prurito nel sangue”, ha detto.

Mentre Mr Rekey continua a crescere, Jennings è impegnato nell’avvio di altre 5 start up tra cui un servizio di installazione di porte per garage …

Ma la vita non è tutta una questione di business. Oggi, Jennings lavora soltanto mezza giornata e lo scorso anno ha trascorso un mese di vacanza in Costa Rica. Non male per uno che è partito davvero dal basso.

Recentemente ha dichiarato che sta pensando di vendere Mr Rekey per iniziare da zero una nuova avventura imprenditoriale. E’ proprio vero, il lupo perde il pelo ma non il vizio!

Cosa insegna l’esempio di Jennings a chi desidera diventare imprenditore?

Che alla base di una ogni start up c’è la voglia di mettersi in gioco e di credere sul serio in se stessi. Poi viene la strategia. Nessun business plan può garantire il successo di un’azienda tanto quanto la tenacia del suo stesso creatore. Avere buoni mezzi e ottime strategie di marketing per avviare un’impresa, è un ottimo punto di partenza ma non preserva l’imprenditore dalle inevitabili delusioni che incontrerà lungo il suo cammino. Gli errori sono dietro l’angolo così come i competitors spietati che sanno sempre tirare fuori l’asso dalla manica proprio quando sei in ginocchio e stai pensando di chiudere bottega. E’ inevitabile. Tuttavia, Jennings come Jobs e come tanti altri che ce l’hanno fatta sono accomunati da quella insostenibile leggerezza dell’essere che include anche la follia di un’idea innovativa in grado di lasciare il segno.

Stay hungry. Stay foolish.

A presto,

Stefania Saraceno

 

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